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L'insostenibile leggerezza dell'essere "Alex Schwazer"

L'altoatesino ha parlato della sua positivita' in una conferenza fiume: "Dopo tre anni bui non ero piu' lucido, ma ho fatto tutto da solo: ora avro' una vita normale".

Alex Schwazer parla, e' un fiume in piena che finalmente rompe gli argini dopo anni di silenzio, fatica e pressioni, quelle che lo hanno portato a sbagliare, a tentare un imbroglio a cui in realta' non credeva nemmeno lui. L'altoatesino si sfoga in una conferenza stampa indetta a Bolzano, ma per lui piu' che una vergogna sembra quasi essere una liberazione dal suo essere personaggio senza averlo mai voluto. Campione olimpico, fidanzato con Carolina Kostner, unica speranza di medaglia per l'atletica italiana. Tanti a tirare da tutti i lati ed il marciatore ha finito per esplodere cercando quello che non doveva: "Non e' facile per me, ma oggi sono qui per raccontarvi perche' ho deciso di fare questo grande errore. Saro' sincero con voi, spero che anche da parte vostra ci sia correttezza nel riportare quello che diro'".

TRE ANNI DIFFICILI - E' l'uomo Alex ha parlare, tra una lacrima e l'altra, di una scelta fatta quasi per voler essere "scoperto": "Dopo Pechino ho avuto tre anni molto difficili come atleta, in cui non sono stato bene. Nel 2010 dopo gli Europei dissi che non avevo stimoli, poi a fine dello scorso anno dovevo prendere delle decisioni e non sono stato piu' lucido. Non sono riuscito a tornare quello di prima, ma volevo tornare piu' forte e non ho resistito alla tentazione di doparmi. Posso solo ripetere che mi dispiace". In molti insistono che non puo' aver fatto tutto da solo, ma lui rimane fermo sulla sua posizione: "La decisione l'ho presa da solo, non l'ho detto a nessuno, ne' alla famiglia, ne' alla mia fidanzata. Era una cosa mia e non volevo mettere nei guai nessuno. Mi sono informato su internet, ho saputo quello che volevo. Sono andato in Turchia da solo, settembre, ad Antalya ed ho preso l'eritropoietina in farmacia e sono ritornato. Il farmacista mi ha dato quello che volevo e basta, senza ricetta, avevo 1500 euro che avevo cambiato nella moneta turca, glieli ho messi sul tavolo ed ho preso la sostanza".

DI NASCOSTO A CAROLINA - Il momento piu' difficile pero' e' stato quello in cui Schwazer ha dovuto iniettarsi la sostanza: "Dopo e' stato un momento bruttissimo. Non mi ero mai dopato, e stare solo in una stanza sapendo quello che stavo per fare e' stato difficile, ero disperato. Non e' bello aspettare che la tua fidanzata va all'allenamento per iniettarti l'Epo. Dopo mi sono allenato come sempre, il 13 luglio avevo un controllo a Oberstdorf, e dopo di quello ho iniziato con le iniezioni di Epo".

UNA LIBERAZIONE - La scelta di non correre la 20km di Londra non e' stata presa per coprire l'utilizzo dell'Eritropoietina: "Il 29 luglio mi sono fatta l'ultima iniezione e sono tornato a casa segnalando lo spostamento all'agenzia antidoping, non mi sono fermato a Innsbruck. Il giorno dopo ha suonato l'addetto del controllo antidoping, ma non avevo la forza di farmi negare pur potendolo fare. Non vedevo l'ora che finisse tutto, sapervo che sarei risultato positivo, e' stata una settimana incredibile. Ma sono contento, ora e' tutto finito e riusciro' forse a fare una vita normale. Non voglio piu' essere giudicato per una singola prestazione, come non mi va neanche di essere osannato quando vinco".

L'ODIO PER LA MARCIA - Alex non ferma la sua confessione arrivando a parlare di una nausea per la marcia che ricorda l'odio di Andre Agassi per il tennis: "Carolina fa pattinaggio perche' gli piace, io faccio marcia perche' sono bravo, ma non ho piacere a faticare negli allenamenti. La sera tornato a casa, pesando al giorno dopo con un altro allenamento durissimo mi sentivo male. la differenza tra il mio rapporto con lo sport e quello di Carolina e' questo". Il Cio ha annunciato che verranno rianalizzati i campioni di sangue di Pechino 2008 per verificare eventuali anomalie, ma Schwazer e' sereno: "Spero che tutto venga rianalizzato, che tutti i controllo ematici vengano pubblicati e che poi un medico che ha voglia di dire la verita' confermi che non c'e' nessuna traccia di doping. A Pechino ho vinto con l'emoglobina di un anemico, ed il valore e' incompatibile con il doping. Io so come sono andate le cose, anche se gli avversari dubiteranno per scalare qualche posizione".
Data: 8/08/2012
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